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AFFARI
Frontalieri, Giorgetti firma il decreto: contributi ai Comuni di confine italo-svizzeri
Il ministro dell'Economia italiano ha firmato il 17 settembre 2026 il decreto che assegna contributi statali ai Comuni di confine con la Svizzera, in attuazione dell'accordo fiscale del 2020. L'importo non è stato reso noto.
Il ministro dell'Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha firmato il 17 settembre 2026 il decreto che assegna contributi statali ai Comuni di confine con la Svizzera, nel rispetto dell'accordo fiscale tra i due Paesi siglato nel 2020. I contributi compensano la parte dei ristorni fiscali versati dai Cantoni svizzeri agli enti italiani. Nel comunicato diffuso dal ministero non si definisce l'ammontare assegnato ai Comuni della fascia di confine di 20 chilometri con i Cantoni Ticino, Grigioni e Vallese.
La norma riguarda l'accordo fiscale tra Italia e Svizzera sulla tassazione dei lavoratori frontalieri italiani che si recano a lavorare nei tre Cantoni svizzeri. Secondo l'accordo, gli attuali frontalieri sono tassati solo in Svizzera, mentre i Cantoni versano una compensazione del 40% ai Comuni italiani fino alla fine dell'anno fiscale 2033.
Decreto Giorgetti sui Comuni di confine: i fatti
| Firma del decreto | 17 settembre 2026 | ItaloBlogger |
| Fascia di confine interessata | 20 chilometri, con Ticino, Grigioni e Vallese | ItaloBlogger |
| Compensazione ai Comuni italiani degli attuali frontalieri | 40%, fino a fine 2033 | Accordo fiscale 2020 |
| Riparto biennio 2026-2027 | pro capite sui frontalieri, a Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta e Bolzano | La Gazzetta degli Enti Locali |
| Quote minime per i Comuni | 4% oltre 15'000 abitanti, 3% sotto tale soglia | La Gazzetta degli Enti Locali |
Il decreto firmato da Giorgetti è il decreto-legge 17 settembre 2026 numero 162, il cosiddetto Sostegno Economico: l'articolo 3 modifica in sede di prima applicazione la disciplina del Fondo per lo sviluppo economico, il potenziamento delle infrastrutture e il sostegno dei salari nelle zone di confine italo-elvetiche, istituito dall'articolo 11 della legge 13 giugno 2023 numero 83. Per gli anni 2026 e 2027 le risorse, assegnate direttamente alle Regioni, saranno ripartite anche in funzione del potenziamento dei salari dei lavoratori nelle zone di confine, per sostenerne la competitività rispetto ai livelli salariali oltre confine.
Lo sfondo è il nuovo accordo fiscale tra Italia e Svizzera, firmato a Roma il 23 dicembre 2020 dal viceministro Antonio Misiani e dalla segretaria di Stato Daniela Stoffel, che sostituisce quello del 1974. Per i nuovi frontalieri l'imposta dello Stato di lavoro passa all'80 per cento con tassazione ordinaria anche nello Stato di residenza ed eliminazione della doppia imposizione; gli attuali frontalieri, chi ha lavorato nei Cantoni Grigioni, Ticino o Vallese tra il 31 dicembre 2018 e l'entrata in vigore, restano tassati solo in Svizzera, che versa ai Comuni italiani di confine una compensazione del 40 per cento dell'imposta alla fonte fino alla fine del 2033. La definizione di frontaliere comprende chi risiede entro 20 chilometri dal confine e rientra in linea di massima ogni giorno al domicilio.
Il Fondo, alimentato per il 2026 con 21,16 milioni di euro e per il 2027 con 32,86 milioni, finanzia progetti di sviluppo economico e sociale dei Comuni di frontiera e il potenziamento delle infrastrutture, con particolare attenzione al sostegno delle remunerazioni nette dei lavoratori residenti impiegati in aziende locali, tramite assegni integrativi a titolo di premio di frontiera: l'obiettivo è scongiurare la desertificazione produttiva delle zone di confine. Il decreto chiarisce inoltre che il rapporto tra frontalieri e popolazione residente deve essere almeno del 4 per cento nei Comuni sopra i 15'000 abitanti e del 3 per cento sotto tale soglia.
Il riparto per il biennio 2026-2027
Per il biennio 2026-2027 le risorse del fondo italo-elvetico andranno a Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta e alla Provincia autonoma di Bolzano, con riparto pro capite sui frontalieri: la quota è di almeno il 4% per i Comuni oltre 15'000 abitanti e del 3% sotto tale soglia.
La vicenda si inserisce nel quadro del nuovo accordo fiscale italo-svizzero, applicabile dal 1° gennaio 2024, che ha ridisegnato la tassazione dei frontalieri e le compensazioni ai territori di confine, con ricadute dirette sull'economia del Ticino e delle province lombarde di Como e Varese.


