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La FINMA chiude il procedimento contro Julius Bär: 250 milioni di capitale in più, dividendi sotto autorizzazione

L'autorità di vigilanza ha concluso il 29 settembre 2026 il quinto procedimento di enforcement in meno di dieci anni contro la banca: gravi carenze nella gestione dei rischi sui crediti e nell'antiriciclaggio. A Lugano, terza sede svizzera del gruppo con 130 collaboratori, dal 1° settembre il responsabile è Riccardo Corzani.

Di Andrea Moretti · Redattore economia e finanza 8 ottobre 2026, 08:15
L'ingresso della sede della FINMA a Berna: l'autorità ha concluso il procedimento di enforcement contro Julius Bär il 29 settembre 2026.
L'ingresso della sede della FINMA a Berna: l'autorità ha concluso il procedimento di enforcement contro Julius Bär il 29 settembre 2026. Dodo von den Bergen, via Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

La FINMA ha concluso il 29 settembre 2026 il procedimento di enforcement contro Julius Bär & Co. SA, il quinto nei confronti della banca in meno di dieci anni. L'inchiesta ha accertato gravi violazioni degli obblighi di vigilanza nella gestione dei rischi, in relazione a crediti concessi a un gruppo europeo, e nella lotta contro il riciclaggio di denaro, in relazione alla gestione dei rapporti con due PEP russi. La decisione non è ancora passata in giudicato.

FINMA contro Julius Bär: le misure in sintesi

Fondi propri supplementari da mantenereCHF 250 milioniFINMA
Utili confiscatica. CHF 10 milioniFINMA
Rendicontazione periodica su cultura del rischio e compliancefino al 2032FINMA
Procedimenti di enforcement in meno di dieci anni5FINMA
Collaboratori della sede di Luganoca. 130finews.ch
L'ingresso principale della sede FINMA in Einsteinstrasse 2 a Berna.
L'ingresso principale della sede FINMA in Einsteinstrasse 2 a Berna. Sandstein, via Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Il procedimento, avviato nel dicembre 2024, riguardava da un lato crediti concessi a un gruppo europeo e al suo fondatore, dall'altro rapporti con due PEP russi. Dal 2018 la banca aveva sviluppato il private debt: prestiti non garantiti da collaterali tradizionali ma da azioni non quotate dei prenditori. Dal settembre 2019 erano stati concessi otto prestiti al gruppo europeo, per un valore rapidamente salito oltre il miliardo di franchi nel 2022 e 2023: un'esposizione da 586 milioni a fine 2023, interamente svalutata. Sui PEP russi, la FINMA ha accertato gravi violazioni antiriciclaggio protratte per anni, con un'eccezione alle regole di adeguata verifica concessa nel 2019.

La banca ha nel frattempo dismesso il private debt, ridotto i prestiti, ridefinito nel 2025 la propensione al rischio con il disinvestimento graduale dei clienti non più compatibili, e rinnovato governance e sistema remunerativo. La FINMA ha riconosciuto i cambiamenti al vertice e potuto revocare in parte le misure immediate su capitale e liquidità. Restano i procedimenti contro tre ex collaboratori e la decisione, che non è ancora passata in giudicato.

Piazza della Riforma a Lugano, terza piazza finanziaria svizzera e sede della filiale luganese di Julius Bär.
Piazza della Riforma a Lugano, terza piazza finanziaria svizzera e sede della filiale luganese di Julius Bär. böhringer friedrich, via Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.5

Le misure disposte dall'autorità

La FINMA ha disposto che i dividendi e le altre distribuzioni agli azionisti necessitino di una previa approvazione dell'autorità. Il divieto di accettare nuovi PEP provenienti da Paesi a rischio elevato, imposto nel settembre 2025, sarà revocato gradualmente. I fondi propri supplementari, fissati a 250 milioni di franchi, dovranno essere mantenuti finché la banca non avrà disinvestito i clienti rilevanti ai fini del procedimento.

Via Nassa a Lugano, cuore commerciale della piazza finanziaria ticinese.
Via Nassa a Lugano, cuore commerciale della piazza finanziaria ticinese. JoachimKohler-HB, via Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

La banca dovrà inoltre rendicontare periodicamente alla FINMA i progressi nella cultura del rischio, nella gestione degli errori e nella compliance fino al 2032. È stata disposta la confisca di circa 10 milioni di franchi di utili realizzati in violazione delle norme, e sono stati avviati procedimenti di enforcement contro tre ex collaboratori della banca.

La banca: le questioni risalgono al management precedente

Julius Bär ha preso atto delle conclusioni della FINMA in un comunicato ad hoc, dichiarando che le questioni oggetto del procedimento risalgono al periodo precedente l'attuale management e che il gruppo ha adottato, in coordinamento con l'autorità, ampie misure correttive.

Today we've reached an important milestone, which is a recognition of our efforts over the past 20 months.

Stefan Bollinger, amministratore delegato di Julius Bär, nel comunicato ad hoc della banca del 29 settembre 2026

La banca ha inoltre chiesto alla FINMA l'approvazione per riavviare il programma di riacquisto di azioni proprie, come riportato da Dow Jones Newswires e confermato dal comunicato della società.

Lugano, terza sede svizzera del gruppo

Per il Ticino il caso ha un capitolo locale. La sede di Lugano, con circa 130 collaboratori, è la terza piazza svizzera del gruppo e svolge un ruolo chiave nelle attività della banca con l'Italia. Dal 1° settembre 2026 la filiale è guidata da Riccardo Corzani, responsabile del mercato Italia e Ticino, succeduto a Ettore Bonsignore, come riportato da finews.ch.

Andrea Moretti

Redattore economia e finanza

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