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Pietro Diana, dieci anni dopo: alla Salita dei Frati le incisioni fantastiche del maestro milanese

La Biblioteca di Lugano dedica una mostra all'incisore scomparso nel 2016: nel Porticato, dal 17 ottobre al 13 novembre, acquaforti e acquetinte tra mostri, castelli e figure sospese tra sogno e ironia.

Di Elena Ricci · Redattrice cultura e comunità 18 ottobre 2026, 06:10
Un'acquaforte di Pietro Diana, con la figura umana e la creatura fantastica immerse in un paesaggio oscuro: il segno nitido e le superfici tonali dell'acquatinta sono al centro della mostra aperta alla Biblioteca Salita dei Frati.
Un'acquaforte di Pietro Diana, con la figura umana e la creatura fantastica immerse in un paesaggio oscuro: il segno nitido e le superfici tonali dell'acquatinta sono al centro della mostra aperta alla Biblioteca Salita dei Frati. Foto: L'Osservatore (osservatore.ch)

A dieci anni dalla scomparsa, la Biblioteca Salita dei Frati di Lugano rende omaggio a Pietro Diana con la mostra Pietro Diana. Dieci anni dopo, allestita nel Porticato della Biblioteca dal 17 ottobre al 13 novembre 2026. L'esposizione è stata inaugurata sabato 17 ottobre alle 17.30, con una presentazione di Alessandro Soldini, e ripercorre l'universo artistico di uno dei protagonisti dell'incisione italiana del secondo Novecento, tra creature fantastiche, paesaggi notturni e figure sospese tra realtà e immaginazione.

Diana, nato a Milano il 28 dicembre 1931 e morto il 12 ottobre 2016, ha costruito attraverso l'acquaforte e l'acquatinta un universo notturno e fantastico, popolato da mostri, castelli, cavalli e figure in bilico fra sogno e ironia. Il suo immaginario prende forma con un segno nitido e preciso, di un'esattezza quasi ossessiva: le prime vedute e i paesaggi hanno lasciato spazio nel tempo a castelli immaginari, creature misteriose, figure animali e presenze umane immerse in scenari enigmatici, nei quali la precisione del tratto non elimina l'inquietudine, ma sembra renderla ancora più intensa.

Il complesso del Convento dei Cappuccini di Lugano, con la vigna e la chiesa, sede della Biblioteca Salita dei Frati: la mostra è allestita nel Porticato della Biblioteca fino al 13 novembre 2026.
Il complesso del Convento dei Cappuccini di Lugano, con la vigna e la chiesa, sede della Biblioteca Salita dei Frati: la mostra è allestita nel Porticato della Biblioteca fino al 13 novembre 2026. Foto: Francesco Piraneo G., via Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)

Da Brera all'insegnamento

Formatosi all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove aveva conseguito il diploma in pittura nel 1954, Diana si era avvicinato all'incisione proprio in quegli anni, facendone il centro della sua ricerca. Il rapporto con Brera è proseguito in cattedra: dopo le prime esperienze come assistente e docente incaricato, dal 1976 al 1997 ha ricoperto la cattedra di Tecniche dell'incisione, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti. La sua produzione comprende oltre ottocento opere incisorie. Ricorrenti, nelle sue lastre, gli uccelli notturni, soprattutto civette e gufi, figure che assumono significati simbolici legati alla capacità di vedere nell'oscurità, alla conoscenza e al mistero.

Un altro scorcio del complesso della Salita dei Frati, con il Monte Brè sullo sfondo e a sinistra le arcate del portico: è nel Porticato della Biblioteca che le incisioni di Diana restano esposte fino al 13 novembre.
Un altro scorcio del complesso della Salita dei Frati, con il Monte Brè sullo sfondo e a sinistra le arcate del portico: è nel Porticato della Biblioteca che le incisioni di Diana restano esposte fino al 13 novembre. Foto: Franck Arciuolo, via Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)

Accanto al fantastico, il catalogo delle sue opere documenta un'attenzione ai grandi interrogativi della società. Nel 1975 Diana realizzò alcune incisioni dedicate alla pace, raccolte sotto il titolo Occorre sempre parlare di pace, e negli stessi anni affrontò temi come l'incomunicabilità, l'inquinamento, la televisione e la pubblicità. La notte, nella sua opera, diventa così una dimensione artistica nella quale esplorare la memoria, l'inconscio e le contraddizioni dell'esistenza umana, senza mai rinunciare a interrogare il mondo reale.

Un legame anche ticinese

La mostra luganese si inserisce in un percorso di riscoperta che ha anche una tappa ticinese: nel 2001 il Museo Epper di Ascona aveva ospitato l'esposizione Pietro Diana: monoskhromos, accompagnata da un catalogo con l'introduzione della storica dell'arte Rossana Bossaglia. Nel settembre 2026 la Biblioteca Nazionale Braidense di Milano ha presentato il volume La notte di Pietro Diana incisore, dedicato al percorso artistico dell'incisore e alla collezione di 115 sue opere donate all'istituzione nel 2023. Un'altra testimonianza è conservata dall'Associazione Nazionale Incisori Contemporanei, alla quale la moglie dell'artista, la pittrice Angela Colombo, ha donato 105 opere.

Gli orari di visita della mostra, come indica la presentazione dell'esposizione, sono il mercoledì dalle 14 alle 18, il giovedì e il venerdì dalle 9 alle 18 e il sabato dalle 9 alle 12. Per il pubblico luganese è un'occasione per incontrare da vicino un maestro della lastra e del segno, capace di trasformare una matrice di metallo in un territorio sconfinato dove il rigore della tecnica convive con la libertà del sogno, a dieci anni dalla sua scomparsa.

La mostra in breve

Titolo e sedePietro Diana. Dieci anni dopo, Porticato della Biblioteca Salita dei Frati, LuganoL'Osservatore e ChiassoTV
DateDal 17 ottobre al 13 novembre 2026L'Osservatore e ChiassoTV
InaugurazioneSabato 17 ottobre 2026, ore 17.30, presentazione di Alessandro SoldiniL'Osservatore e ChiassoTV
Orari di visitaMercoledì 14-18; giovedì e venerdì 9-18; sabato 9-12L'Osservatore
L'artistaPietro Diana (Milano, 1931-2016), incisore, docente di Tecniche dell'incisione a Brera dal 1976 al 1997L'Osservatore e ChiassoTV

Elena Ricci

Redattrice cultura e comunità

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