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TICINO
Piero Marchesi giura in Consiglio di Stato: a lui il Dipartimento del territorio
Il nuovo consigliere di Stato UDC ha prestato giuramento mercoledì a Bellinzona e prende il Dipartimento del territorio, comprese le costruzioni. Gobbi riprende Magistratura e Polizia cantonale. Nell’intervista al Corriere: sei mesi per convincere i ticinesi in vista delle elezioni di aprile.
Piero Marchesi ha giurato mercoledì mattina a Bellinzona ed è ufficialmente consigliere di Stato. Il Governo ticinese gli ha attribuito il Dipartimento del territorio, compresa la Divisione delle costruzioni. La decisione è stata comunicata dopo la riunione del Governo di mercoledì, prolungata oltre la pausa pranzo.
Con l’ingresso del rappresentante UDC i dipartimenti sono stati ricompattati nelle modalità previste a inizio legislatura. Norman Gobbi, a capo del Dipartimento delle istituzioni, riprende la responsabilità politica di Magistratura e Polizia cantonale. Gli altri consiglieri mantengono i loro ruoli: Raffaele De Rosa alla Sanità e socialità, Marina Carobbio Guscetti all’Educazione, cultura e sport, Christian Vitta alle Finanze ed economia. Riconfermato anche l’ufficio presidenziale, con Carobbio presidente e De Rosa vicepresidente.
Una decisione che si è fatta attendere e che arriva dopo due mesi complessi per l’Esecutivo. «Dopo due mesi particolarmente complessi e difficili, la prima volontà del Governo è stata chiara: restituire al Cantone un Governo il più possibile stabile», ha detto la presidente Carobbio nella conferenza stampa a Palazzo delle Orsoline, come riporta la RSI. Marchesi ha indicato la sua linea: «Il mio obiettivo è di essere operativo da subito sui dossier principali», garantendo continuità al Dipartimento e portando progressivamente la propria impronta sui dossier prioritari insieme ai colleghi.
L’assegnazione non è piaciuta a tutti. La Lega dei Ticinesi si è detta delusa: «Non possiamo ritenerci soddisfatti», ha detto il coordinatore Daniele Piccaluga ai microfoni della RSI, spiegando di aver caldeggiato Norman Gobbi al Territorio perché lo vedeva «davvero come la persona più indicata». L’obiettivo della Lega resta tornare a occuparsi del Dipartimento del territorio, ma per averne la possibilità bisognerà aspettare le elezioni del prossimo anno.
Critici anche i Verdi del Ticino: in una nota definiscono l’assegnazione «sembra una decisione ben coordinata con Berna» ed esprimono preoccupazione per i dossier su clima, ambiente e mobilità pubblica, evocando l’immagine della «volpe nel pollaio».
«Consigliere di Stato ad interim»
In un’intervista al Corriere del Ticino, Marchesi ha raccontato il suo insediamento: ha sei mesi per lasciare il segno e convincere i ticinesi a riconfermarlo alle elezioni di aprile. «Mi definisco un consigliere di Stato ad interim: ho sei mesi per dimostrare di meritare la rielezione», ha detto. Tra le priorità: maggiore attenzione alle regioni periferiche, la politica dei trasporti con i dossier sul tavolo (MeMe, PoLuMe, «Trasporti45», scheda R6), la gestione del lupo e il rapporto con Berna, il cui sostegno serve al Dipartimento del territorio.
Sul metodo, promette un cambio di passo nei rapporti con il Gran Consiglio, deterioratisi negli ultimi tempi: vuole essere un consigliere rispettoso delle istituzioni, pronto ad ascoltare chiunque abbia qualcosa da dire o da suggerire. Il titolo dell’intervista riassume la linea: «Sarò collegiale, ma le mie idee non cambiano».
In vista di aprile, Lega e UDC correranno insieme con una lista unica e un progetto a medio termine per unire, come dice Marchesi, la casa della destra.


