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CULTURA
Un marito ideale: al LAC la prima assoluta di Wilde tra ricatti e illusioni ottiche
La nuova coproduzione del Teatro dell'Elfo e del LAC, diretta da Francesco Frongia e Ferdinando Bruni, ha debuttato lunedì sera nella Sala Teatro. In scena fino a mercoledì, con Giuseppe Lanino, Giulia Amato e Carolina Cametti.
La Sala Teatro del LAC ha ospitato lunedì sera la prima assoluta di Un marito ideale di Oscar Wilde, nella nuova coproduzione del Teatro dell'Elfo con il LAC Lugano Arte e Cultura. Lo spettacolo è diretto da Francesco Frongia e Ferdinando Bruni, che firma anche la traduzione, e resta in scena martedì 20 e mercoledì 21 ottobre, sempre con inizio alle 20:00. Per il centro culturale luganese è uno dei titoli di punta della stagione di arti performative 2026/27; per la compagnia milanese, un ritorno a un autore frequentato a lungo.
Scritta nel 1895, la commedia ruota attorno a Sir Robert Chiltern, politico stimato e marito ritenuto ideale di Lady Gertrude. La sua reputazione nasconde però un segreto: anni prima, per arricchirsi, Chiltern ha venduto un'informazione riservata. A conoscere quel gesto è Mrs Cheveley, decisa a ricattarlo: in cambio del silenzio gli chiede un favore altrettanto illecito. Da qui si dipana una trama di complotti e colpi di scena, condotta con l'ironia che ha reso celebre Wilde, in cui nulla è davvero come sembra e in cui la rispettabilità pubblica si misura con la verità privata.
Otto interpreti per la commedia del ricatto
Nel ruolo di Robert Chiltern c'è Giuseppe Lanino, affiancato da Giulia Amato come Lady Gertrude e da Carolina Cametti nei panni di Mrs Cheveley. Massimo Bernardo Dolci è Lord Goring, Ciro Masella interpreta Lord Caversham, Alma Poli è Miss Mabel Chiltern e Ginestra Paladino veste i panni di Lady Marby, mentre Angelo Di Figlia ricopre il doppio ruolo di Tommy Trafford e del maggiordomo Phipps. Le scene sono di Carlo Sala, i costumi dello stesso Bruni, le luci di Michele Ceglia e il suono di Emanuele Martina; i movimenti coreografici sono curati da Di Figlia.
Illusioni ottiche e coscienza critica
L'allestimento colloca la vicenda in un tempo indefinito e costruisce il suo mondo visivo sul contrasto tra bianco e nero. Scene e costumi si ispirano agli inganni dell'ottica e all'arte cinetica: una scelta che la produzione presenta come un invito a non fidarsi di ciò che si vede e si sente, e a dubitare che la realtà si lasci ridurre a un contrasto netto tra bianco e nero. È il cuore del discorso dei due registi, che nella presentazione dello spettacolo parlano di anticorpi sani contro il conformismo da sviluppare attraverso le parole di Wilde, e di storie e personaggi capaci di risvegliare la coscienza critica del pubblico.
A più di centotrent'anni dalla scrittura, la commedia conserva un'attualità evidente: il prezzo del successo politico, il rapporto tra immagine pubblica e passato privato, la facilità con cui un singolo segreto diventa un'arma di ricatto. La scheda di presentazione del LAC la definisce una commedia profondamente morale e sorprendentemente attuale, costruita sul tema della doppiezza e dell'ambiguità dell'essere umano: materiali che Wilde tratta con leggerezza di dialogo e precisione chirurgica, senza rinunciare al lieto fine della commedia brillante.
Per Bruni e Frongia il titolo segna un nuovo capitolo del lavoro sul teatro di Wilde, dopo L'importanza di chiamarsi Ernesto e dopo Atti osceni di Moisés Kaufman, il testo dedicato ai processi allo scrittore irlandese. La produzione è firmata da Teatro dell'Elfo e LAC Lugano Arte e Cultura, con il Gruppo Ospedaliero Moncucco come partner di produzione. Le repliche luganesi si chiudono mercoledì sera: tre sole date per una prima assoluta che unisce la compagnia milanese e il palcoscenico principale della città.
Un marito ideale in breve
| Spettacolo | Un marito ideale di Oscar Wilde (1895), traduzione di Ferdinando Bruni | Teatro dell'Elfo; LAC |
| Date e sede | Prima assoluta lunedì 19 ottobre 2026; repliche martedì 20 e mercoledì 21 ottobre, ore 20:00, Sala Teatro del LAC | LAC, scheda ufficiale di produzione |
| Regia | Francesco Frongia e Ferdinando Bruni | LAC; Teatro dell'Elfo |
| Interpreti | Giuseppe Lanino, Giulia Amato, Carolina Cametti, Massimo Bernardo Dolci, Ciro Masella, Alma Poli, Ginestra Paladino, Angelo Di Figlia | Teatro dell'Elfo |
| Produzione | Teatro dell'Elfo e LAC Lugano Arte e Cultura; partner di produzione Gruppo Ospedaliero Moncucco | LAC |
Correzioni
- 2026-10-20: Correzione del credito della fotografia dell'edificio del LAC: l'autore dello scatto è Dario Crespi, non Andreas Geis come indicato nella prima versione.


